Insieme al Medico dott. Gianluigi Perati, geriatra del nostro Poliambulatorio, abbiamo affrontato il tema della cura degli anziani durante la stagione estiva. Il caldo, infatti, è un rischio per le persone più anziane per diversi motivi: la disidratazione e l’abbassamento della pressione sanguigna, ma anche la solitudine.

Siamo d’estate. Perché il caldo è un rischio per gli anziani?
Il caldo di questo periodo è un rischio per tutti, ma in particolare per bambini e anziani. Il loro organismo, infatti, ha una ridotta capacità di adattamento, quindi possono facilmente incorrere in problemi di disidratazione.
Ci può dare dei consigli per combatterlo?
Sicuramente è utile non esporsi a lungo al sole e soprattutto bere tanta acqua oltre che mangiate frutta fresca, verdura e gelati. Sembra un consiglio banale, ma spesso, gli anziani un po’ deboli di vescica preferiscono bere poco per non avere problemi di incontinenza, dimenticando che d’estate sia necessario considerare anche la perdita di liquido che si ha sudando.
Quali gli effetti negativi del caldo su anziani che hanno già patologie importanti e come gestire queste situazioni? Possiamo fare qualche esempio?
I rischi dovuti al caldo per gli anziani sono molteplici. I più importanti riguardano l’apparato cardiocircolatorio, in difficoltà per l’assunzione di farmaci che, assunti per risolvere varie patologie, tendono a far abbassare la pressione. Quindi, quando c’è molto caldo come in questi giorni è importante tenere d’occhio la pressione arteriosa per non rischiare di crollare per un brusco abbassamento dei parametri vitali.
Ci sono effetti del caldo sugli anziani anche dal punto di vista psicologico e relazionale?
Con il forte caldo, si tende a stare in casa magari con l’aria condizionata, per soffrirlo meno. Quindi, il rischio è quello di isolarsi e non incontrare nessuno. La solitudine è il vero male dell’età anziana e il caldo non aiuta.
Cosa suggerisce alle famiglie che vanno in vacanza per la cura e il presidio di anziani che stanno a casa?
Sarebbe utile che le persone anziane avessero la possibilità di incontrarsi quotidianamente magari in luoghi freschi e supervisionati da persone volontarie e professionisti in grado di mantenere alto lo spirito di iniziativa e il desiderio di relazione. Un’attenzione particolare va posta alle persone affette da decadimento cognitivo: per loro l’isolamento è un rischio maggiore. Perciò, è necessario supportare le famiglie e i diretti care givers per superare questo momento senza incorrere in esagerate reazioni stressanti.