Prendersi cura della salute della propria bocca, fin da bambini, è fondamentale. Abbiamo parlato con la dott.ssa Tonesi di come si svolge la prima visita dal dentista al nostro Poliambulatorio.

Bambini dal dentista

 A che età si consiglia di portare un bambino dal dentista per la prima volta?

Noi colleghi ortodontisti e pedodontisti rispondiamo sempre in un unico modo: la prima visita dovrebbe essere eseguita quando il bimbo è ancora nel grembo materno. Ciò infatti permetterebbe di educare i genitori rispetto alle norme comportamentali da seguire relativamente ad alimentazione, igiene orale domiciliare e utilizzo di presidi quali ciucci o biberon. Creare un genitore attento è il primo passo per ottenere un bambino collaborante, senza abitudini viziate e con un buon livello di igiene orale, quindi, un bambino senza carie. La realtà è che “nasciamo senza carie“.

La prima visita va fatta solo se ci sono disturbi?

La prima visita del bambino può in genere avvenire dai 4-5 anni in poi ma anche prima in occasione di visite dei fratelli o dei genitori. Il bambino deve prendere confidenza con un ambiente nuovo, che prima di allora non ha mai visto poiché in genere i luoghi a lui conosciuti sono limitati alle abitazioni dei nonni, all’ambulatorio di un pediatra e all’istituto che frequenta. Aggiungere la familiarizzazione con lo studio del dentista è un passo da eseguire con fiducia e serenità in modo che, se il bambino nel futuro dovesse avere bisogno di cure (anche solo di un’igiene dentale professionale o delle sigillature dei solchi dei sesti permanenti), ciò avvenga in maniera del tutto naturale. Quindi, è bene che la prima visita sia eseguita quando il bambino non ha ancora problemi, anche in vista della pianificazione delle tempistiche dei successivi follow up, in base al singolo caso.

Quali sono le problematiche più frequenti nei bambini che si sottopongono alla ‘prima visita’?

Le abitudini viziate rientrano nelle problematiche più frequenti, oltre a problemi di carie e tecniche di igiene domiciliare da affinare/correggere. Per abitudine viziata si intende l’utilizzo di ciucci e biberon oltre ai 3 anni di vita, l’interposizione di dita nel cavo orale come la suzione del pollice o la morsicatura di peluche/fazzoletti, utilizzati dal bimbo come consolazione/coccola. Tutto ciò che produce un movimento muscolare indesiderato infatti induce una crescita ossea in direzioni non fisiologiche, pertanto crea le basi per una malocclusione e il mantenimento della deglutizione infantile, che in età più avanzata infatti viene definita ‘atipica’ poiché non più adatta ad un bambino uscito dall’infanzia. 

La presenza di carie dei denti decidui poi è strettamente connessa alle abitudini alimentari e alle norme di igiene orale osservate a casa. E’ difficile per i genitori mantenere delle regole rigide, ma ne va della preservazione della dentatura con la quale il bimbo si alimenta finché non avverrà la permuta (11 anni circa) di tutti gli elementi.

Quanto dura e come si svolge la prima visita?

La prima visita solitamente dura in totale mezzora, di cui 10 minuti complessivi per avvicinare il piccolo all’ambiente, per farsi fare un sorriso, far sì che apra la bocca e la si ispezioni anche solo con uno sguardo. Ottenuto questo, anche senza che salga in poltrona, abbiamo ottenuto quasi la completa fiducia del paziente, che sarà pronto in seconda seduta a provare a salire sulla poltrona ‘speciale’ ‘che si muove da sola’ e a lasciarsi guardare la bocca anche con l’utilizzo dello specchietto. Ogni seduta che il bambino affronta dandoci qualcosa va terminata restituendo a lui qualcos’altro che possa essere un piccolo premio per ciò che è stato disposto a fare. In genere un bel palloncino colorato aiuta ed è molto gradito dai nostri piccoli ospiti. La restante parte della visita è dedicata al colloquio con i genitori mentre il bambino gioca spensierato con il suo premio.

Come si prosegue?

Si prosegue pianificando solitamente un’igiene orale professionale, in cui il bambino inizierà a conoscere lo strumentario più semplice mentre affronta un primo trattamento rispettando qualche regola, come quelle che hanno in classe con i maestri: stare fermi, alzare una mano per dire qualcosa e ascoltare. Infatti, io dico sempre “come avete il maestro di matematica, di storia e italiano, avete anche la maestra dei denti”!

E se i bambini hanno paura o non sono ben disposti, come può prepararli un genitore?

Il genitore a casa ha un compito fondamentale: ricordare della visita dal dentista al bambino il giorno prima. Ciò che i genitori non dovrebbero mai fare, invece, è portare nel presente le proprie esperienze negative vissute dal dentista. I bambini ascoltano tutto, anche se sembrano distratti: far ascoltare loro dei racconti negativi ancor prima di affrontare un percorso, non è costruttivo ed anzi si rivela sempre controproducente.

Quale è l’approccio suo e del Poliambulatorio ai bambini che per la prima volta arrivano nello studio odontoiatrico?

Il genitore prende un appuntamento per la prima visita e gli viene riservata mezz’ora di tempo. All’ambulatorio, dopo che il bambino ha ricevuto il premio, il genitore viene interrogato sull’anamnesi del piccolo per discutere di patologie eventuali, pregressi traumi/ricoveri ospedalieri, esistenza di allergie e abitudini alimentari, di igiene orale e comportamentali di genitori e bambino.

Quali sono le domande più frequenti dei bambini che visita?

“Che cos’è quello?” riferendosi allo specchietto. Come un gioco, li faccio specchiare e glielo spiego, poi lo introduco nel cavo orale in modo delicato spostando le labbra e le guance per guardare i denti. Inizio a contarli interagendo con loro per scoprire come un indovinello se ne conoscono il numero.

C’è un episodio che le viene in mente particolarmente significativo e positivo da raccontare di un bambino che in questi anni ha visitato?

Ce ne sarebbero tanti. Uno dei più significativi è sicuramente il caso di un bambino con una diagnosi di sindrome comportamentale oppositiva. Invece di sedersi sulla poltrona in posizione supina si è messo a faccia in giù. Ho giocato la carta del rispetto e per magia si è voltato. Ho detto semplicemente: “Guarda che se fai così non ti comporti da bambino educato”.

Ottenere il rispetto e la fiducia dei nostri piccoli pazienti non è cosa da poco conto, anzi, è il passo più difficile per costruire un rapporto di sinergia tra noi e loro. Questi casi, mi ricordano che il mio lavoro è cura, alta espressione di umanità. Cura della persona che ho di fronte a 360 gradi. Sono riconoscente per ciò che sono chiamata a fare.

Vuoi richiedere la disponibilità per una visita?

É possibile prenotare una visita telefonando al numero 0372 415661 (da lunedì a venerdì dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18) o chiedere la disponibilità per essere ricontattati direttamente online.