Alzi la mano che non soffre di cervicale. Il dolore che si sente al livello del collo, e più precisamente in prossimità delle vertebre cervicali, è uno dei più comuni tra donne e uomini dai 20 anni in su. Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Sara Messina, medico fisiatra al nostro Poliambulatorio.

Cos’è il dolore cervicale?

Per sofferenza cervicale si intende un dolore presente a livello del collo, che si manifesta durante il movimento nei diversi piani dello spazio e che può irradiarsi a livello degli arti superiori. Vi possono inoltre essere associati altri disturbi quali cefalea, vertigini e formicolii a livello delle braccia.

Quali sono le cause?

Il dolore cervicale, come tutti i dolori vertebrali, deriva solitamente da una contrattura della muscolatura paravertebrale profonda. Tale contrattura, nella maggior parte dei casi, è dovuta ad una insufficienza della muscolatura del collo, che risulta affaticata da un lavoro per cui non è preparata, con comparsa quindi di dolore e di difficoltà di movimento. Il lavoro che i muscoli paravertebrali cervicali debbono sopportare è quello di continui micromovimenti di aggiustamento della posizione del collo, indispensabili in tutta una serie di attività quotidiane. Tale debolezza muscolare, associata ad una richiesta di maggior lavoro, può far sì che, sulla base di eventi occasionali anche banali (quali colpi d’aria e movimenti modesti), si scatenino delle sofferenze specifiche che, in caso di persistenza, determinano l’instaurarsi di un circolo vizioso caratterizzato da dolore – contrattura – blocco – perdita del tono muscolare – affaticabilità muscolare – contrattura – dolore. Elementi che possono aggravare questa “debolezza” muscolare sono i difetti visivi, che richiedono un continuo aggiustamento del capo per migliorare la messa a fuoco e le patologie vestibolari, spesso accompagnate da alterazioni del posizionamento del capo. Nei casi più avanzati o nei postumi di traumi cervicali possono verificarsi sofferenze delle radici emergenti dalle vertebre cervicali con comparsa di cefalea e di formicolii agli arti superiori.

Ci sono dei soggetti particolarmente a rischio?

I soggetti maggiormente a rischio sono quelli che devono compiere dei movimenti ripetitivi a livello del rachide cervicale. In particolare, la scrittura al computer con la necessità di un continuo aggiustamento della posizione del capo obbliga i muscoli cervicali ad un’attivazione prolungata, molto di più di un’attività manuale o di lavori che comportano l’utilizzo di uno sguardo non legato allo schermo. Quindi le persone che utilizzano il computer in ambito lavorativo sono senz’altro a maggior rischio di comparsa di sofferenza cervicale. Questo può essere legato anche ad una non adeguata postazione di lavoro. In particolare la situazione è molto peggiorata con lo “smart working”; infatti le postazioni utilizzate in ambito domestico sono spesso “di fortuna”, senza le caratteristiche ergonomiche ottimali. Inoltre sono a maggior rischio di sviluppare dolore cervicale le persone che svolgono attività di movimentazione ripetitive di carichi, soprattutto con le braccia alte.

Quando è bene rivolgersi al fisiatra?

Diversi sono i casi in cui si dovrebbe ricorrere ad una visita fisiatrica. Primo fra tutti quando il dolore diventa fastidioso e non si risolve nel breve periodo. Possono capitare episodi di sofferenza cervicale che si risolvono spontaneamente, ma quando questi si ripetono nel tempo è bene approfondire la situazione. Inoltre, è importante valutare le condizioni in cui vi sono anche sintomi associati, quali comparsa di cefalea e sindrome vertiginosa; in tali casi accertamenti specifici possono indirizzare verso terapie mirate. A volte poi il paziente si rivolge al fisiatra dopo un episodio di sofferenza acuta, che comporta dolore importante con riduzione dei movimenti; in tal caso è sempre bene analizzare i diversi aspetti funzionali che hanno portato all’insorgenza del dolore al fine di arrivare ad una specifica diagnosi e porre indicazioni terapeutiche corrette.

Come il fisiatra diagnostica e cura la cervicalgia?

Il fisiatra dopo una specifica visita mirata a valutare le diverse componenti della sofferenza cervicale, formula una diagnosi clinica, che deve eventualmente essere confermata da specifici esami di imaging. In primo luogo la semplice radiografia, ma nei casi più complessi può essere necessaria anche l’esecuzione di una risonanza magnetica. Una volta confermata la diagnosi, viene impostata un terapia adeguata. La terapia in fase acuta si propone di ridurre l’infiammazione e la contrattura ed interrompere il circolo vizioso di cui abbiamo parlato in precedenza. In tali casi l’approccio è fondamentalmente farmacologico, con l’utilizzo di antinfammatori e miorilassanti. In una fase successiva a quella acuta o in una situazione di dolore ricorrente con piccole contratture ripetute la terapia è mirata alla riduzione della contrattura ed al rinforzo della muscolatura specifica. Tali obiettivi si raggiungono attraverso l’esecuzione di esercizi specifici per migliorare la mobilità del rachide e la sua funzionalità. Talvolta può essere utile il ricorso alle terapie fisiche.

Ci sono buone pratiche/esercizi per la colonna cervicale per prevenire il problema? E per alleviare il dolore?

La prevenzione si ottiene mantenendosi in movimento con un cammino sciolto (3 km in circa 30’) attraverso il Nordic Walking (cammino con bastoncini) ed eseguendo piccoli esercizi di rinforzo della muscolatura del collo. È inoltre fondamentale mantenere una buona posizione alla scrivania durante l’attività lavorativa: bisogna stare seduti diritti con i piedi ben appoggiati a terra, gomito appoggiato al tavolo, tastiera lontana, video ad almeno 80 cm dal bordo del tavolo leggermente più in basso rispetto alla linea degli occhi, diritto rispetto alla seduta (non di lato). Visto che siamo ormai nella stagione estiva, può anche essere utile fare attività in acqua alta, come cammino/corsa ed acquagym. Sono da evitare, per quando possibile, movimenti con sovraccarico al rachide cervicale ed agli arti superiori, quali gli esercizi a braccia alte. Un ulteriore consiglio è quello di tenere controllata la vista, con l’utilizzo di lenti di correzione adeguate.

Con quali altre figure professionali del Poliambulatorio collabora il fisiatra?

Il nostro lavoro si svolge in stretto contatto con i fisioterapisti, che prendono in carico il paziente dopo la fase di valutazione clinica e che devono realizzare l’intervento di rieducazione funzionale. E’ importante un rapporto diretto, al fine di garantire al soggetto trattato il massimo beneficio raggiungibile.

Vuoi richiedere la disponibilità per una visita?

É possibile prenotare una visita telefonando al numero 0372 415661 (da lunedì a venerdì dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18) o chiedere la disponibilità per essere ricontattati direttamente online.