Le alte temperature influiscono sulla salute mentale di pazienti “fragili” e non solo. Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Susanna Lanzi, psicologa e psicoterapeuta sistemica al nostro Poliambulatorio.

Esiste una relazione tra l’aumento delle temperature e la salute mentale?

In letteratura, viene evidenziato ci siano importanti influenze dei cambiamenti climatici sulla salute mentale, anche nello specifico ad opera del significativo innalzamento delle temperature, riferendosi soprattutto a soggetti che già sono portatori di fragilità mentale (Berry et al., 2010, Page e Howard, 2010. Palinkas et al., 2020). Le “ondate di calore” rappresentano fattori di potenziale stress psico-fisico. Le alte temperature sono associate a importanti variazioni nei disturbi dell’umore e del comportamento (in particolare aggressivo e autolesivo).

Cosa può provocare il caldo alla nostra mente? (es. stress, alterazione dell’umore, deficit di concentrazione, nervosismo…)

L’aumento del caldo mette sotto stress le capacità di adattamento del nostro corpo. Come “corpo” si intendono gli organi deputati alle funzioni fisiologiche, ma anche il cervello e i suoi circuiti neuronali. Il passaggio repentino alle alte temperature impedisce un adattamento funzionale, così sollecita e attiva le nostre strutture cerebrali. Inoltre, è stata sottolineata anche l’influenza a livello neuroendocrino di afa e caldo improvviso.

In quali soggetti questi cambiamenti sono più evidenti? E in quali soggetti sono più rischiosi?

Sempre facendo riferimento ad autori della letteratura legata alla psichiatria (Thompson et al., 2018) riscontrano anche un aumento del rischio di ricoveri, legati alla salute mentale, e visite al pronto soccorso, in concomitanza di giorni in cui l’innalzamento delle temperature è attenzionato, in particolare per i disturbi affettivi, ansia, depressione, schizofrenia e disturbi mentali organici (Zhang et al., 2020, Basu et al., 2017, Zhang et al., 2020). Sicuramente c’è da considerare una eterogeneità nelle associazioni rispetto a caratteristiche come l’età, il sesso, fattori socioeconomici, zone climatiche e cambiamenti climatici in essere.

 Anche secondo la sua esperienza, come “resistere” a livello psicologico alle giornate più calde?

Ciò che aiuta è avere la possibilità di informarsi in modo utile, senza rimanere intrappolati nella paura e nell’ansia. È possibile prevenire con azioni quotidiane, pensate e mirate, eventuali condizioni stressanti. Conoscendo e avendo consapevolezza, posso scegliere, capire e agire verso il mio, e altrui, benessere; sentirmi efficace nell’affrontare un fenomeno.
Sapere che può “bastare” uscire nelle prime ore del mattino, con il capo riparato e una borraccia d’acqua nello zaino, o nella borsetta, ricordando spuntini di frutta, ad esempio, impedisce alle persone, soprattutto quelle già sole, di isolarsi definitivamente e per periodi lunghi, che peggiorerebbero la loro salute mentale. Il mio consiglio è anche quello di bere spesso ed evitare bevande ghiacciate per non arrivare alla sensazione di sete estrema.

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