Con la pandemia da covid_19 si è tornato a parlare in modo diffuso di patologie respiratorie. Per approfondire l’argomento, abbiamo fatto due chiacchiere con il dott. Piroli, medico che si occupa di Us Diagnostica da più di trent’anni. Al nostro Poliambulatorio visita prevalentemente il martedì pomeriggio.

dott. Mauro Piroli

Al nostro Poliambulatorio, lei effettua ecografie. Concentrandoci in particolare sulle patologie respiratorie. L’ecografie è in grado di diagnosticarle?

Sì, ma solo in determinati casi. In generale, molte delle vie di accesso ai polmoni sono nascoste dalla superficie ossea, quindi è possibile diagnosticare solo le patologie delle regioni superficiali, ad esempio l’embolia polmonare, polmoniti, neoplasie polmonari e le patologie legate alla pleura (pleurite). Quindi, l’ecografia, soprattutto a livello ambulatoriale, non è l’analisi ottimale, si può considerare complementare a una radiografia o una tac.

L’ecografia polmonare ha caratteristiche diverse da altri tipi di ecografia? Può essere utile per diagnosticare un’infezione da covid_19?

L’apparecchio e le sonde utilizzati sono uguali ad altri tipi di ecografia, infatti non è necessario utilizzare un software dedicato, come nel caso dell’eco-cardio. La differenza con le altre ecografie non si basa sulla visione diretta, ma su artefatti legati agli ultrasuoni. Per esempio, la linea della pleura viene ritrasmessa e vengono a formarsi delle linee orizzontali (parallele alla superficie toracica del paziente) e nella polmonite interstiziale da covid_19 queste linee sono coperte, perché la presenza di liquido nel polmone fa rifrangere le onde degli ultrasuoni.

In quali casi di covid_19 può essere utilizzata l’ecografia?

Secondo me, l’ecografia per la diagnosi del coronavirus può essere utile in alcuni casi, ad esempio:
– sospetto di covid in una donna gravida, dove non è consigliata la radiografia;
– pazienti infettati da trattare con cure a domicilio, per conoscerne i miglioramenti o i peggioramenti;
– nelle piccole RSA dove non è presente l’apparecchiatura radiologica, si può valutare l’utilizzo di un ecografo sul luogo.

Lei si occupa di diagnostica da molti anni, ha notato dei cambiamenti rispetto al passato? Quali?

Negli ultimi anni si sono fatti molti passi avanti nella Us Diagnostica, soprattutto con l’aggiornamento delle macchine. In passato, invece, ad esempio nell’eco doppler, i macchinari non permettevano di visualizzare le immagini, venivano ascoltati i suoni con l’orecchio, perciò, l’analisi risultava meno accurata.

A Cremona Welfare ci sono diverse specialità. Quanto è importante la collaborazione con gli altri specialisti del Poliambulatorio per quanto riguarda la sua area di competenza?

Avendo un’esperienza in ambiti di tipo clinico-ospedaliero, mi rendo conto dell’importanza del rapporto con gli altri specialisti. In generale, la collaborazione è alla base della medicina, perché non esiste la malattia, ma esiste il malato. Ogni paziente è un nuovo caso, manifesta i sintomi e la malattia in modo diverso. Quindi, confrontandosi si ha la possibilità di migliorare, soprattutto quando le opinioni non coincidono.