Ad aprile, al nostro Poliambulatorio, il Dott. Buselli è entrato a far parte del nostro staff nell’area Fisiatria e Riabilitazione. Per l’occasione, ne abbiamo approfittato per porgli qualche domanda. Medico Chirurgo, Specialista in Medicina dello Sport e in Medicina Fisica e Riabilitazione, il Dott. Buselli ha esperienza presso le Aziende ospedaliere di Sondalo, Lodi e Cremona e come Direttore della Riabilitazione Specialistica presso l’ASST di Cremona. Inoltre, è già membro di diverse società scientifiche e Presidente della Società Italiana per la Terapia con Onde d’urto. Al nostro Poliambulatorio visita prevalentemente il martedì.

Dott. Paolo Buselli
Dott. Paolo Buselli

Da aprile entra anche lei nello staff del Poliambulatorio, perché ha deciso di collaborare con Cremona Welfare?

Ho concluso il mio lavoro presso la struttura pubblica, ma lo spirito con il quale mi approccio al lavoro non è cambiato. Per questo ho deciso di iniziare questa collaborazione: ho trovato in Cremona Welfare un’intenzione di servizio associata ad una proposta di tariffe contenute che sento in linea con i miei obiettivi personali.

Come può cambiare l’attività e l’approccio al paziente rispetto al contesto ospedaliero dove per anni ha lavorato?

L’attività privata ha sicuramente una valenza più marcata di “contratto reciproco” tra professionista e paziente. Perciò, l’approccio dev’essere di reale presa in carico dei problemi del soggetto che si rivolge al medico nella sua complessità e specificità.

Quali sono le diverse tecniche terapeutiche che può adottare un fisiatra?

Al fisiatra compete di comprendere da dove derivino le problematiche del paziente e di affrontarle direttamente con i diversi mezzi a disposizione. Sono importanti le indicazioni terapeutiche e comportamentali e anche gli interventi più operativi come manipolazioni, infiltrazioni superficiali o articolari, confezione di bendaggi o indicazioni all’uso di tutori.
Indirettamente, è importante la collaborazione con il fisioterapista per gli interventi che necessitano di un intervento di addestramento all’esercizio riabilitativo. Inoltre, ci possono essere altre terapie specifiche come le onde d’urto.

Ecco, appunto, le onde d’urto, come le spiegherebbe a chi non è del settore?

La terapia con onde d’urto è una terapia “rigenerativa” dei tessuti. Si tratta cioè di uno stimolo fisico che induce, attraverso il fenomeno biologico della meccanotrasduzione, un effetto di stimolo e controllo dei processi riparativi dei tessuti. Attraverso questo stimolo si ottiene il miglioramento di molte situazioni di sofferenza. Ci sono diverse tipologie di apparecchiature che forniscono questo tipo di stimolazione, ma sono le onde d’urto focali quelle che hanno i riscontri scientifici di maggior efficacia, tra cui quelle di tipo “elettroidraulico”. E’ questo tipo di apparecchiature che abbiamo a disposizione presso il centro.

Per quali patologie vengono maggiormente utilizzate le onde d’urto focali?

L’obiettivo terapeutico più diffuso è quello rivolto alle tendinopatie croniche, ad esempio la fascite plantare, la tendinopatia calcifica della spalla e l’epicondilite, ma anche molte altre.
Poi, ci sono molte altre situazioni di grande interesse clinico in ambito muscolo-scheletrico come le infiammazioni calcifiche dei muscoli, i difetti di riparazione delle fratture ossee, le sofferenze infiammatorie dell’osso (edemi o algodistrofie). Inoltre, possono essere di grande aiuto in altri campi come nel trattamento delle lesioni cutanee o nella disfunzione erettile.

Una particolarità del suo curriculum: è stato responsabile medico di federazioni e associazioni sportive, tra cui la Squadra Nazionale di Combinata Nordica e la GEAS basket di serie A. Come la fisiatria può aiutare gli sportivi?

La medicina dello sport è stata la mia prima specializzazione e mi ha insegnato che è la capacità di muoversi in modo ottimale il presupposto per ottenere i migliori risultati. Ho, quindi, iniziato ad approfondire lo studio del movimento degli atleti e dei non atleti passando poco a poco ad occuparmi sempre più di riabilitazione. Per ciascuno di noi, ottenere il massimo dalle proprie possibilità è la sfida da inseguire ad ogni età e in ogni condizione anche patologica. Questa sfida, nella teoria riabilitativa, viene chiamata “massimo potenziale di salute”.
Il rapporto tra fisiatria e sport appare molto stretto, non solo per recuperare in modo ottimale dopo gli infortuni, ma anche per imparare ad eseguire nel modo migliore l’esercizio atletico.

Al Poliambulatorio sono presenti diverse specialità, la possibilità di collaborare con altri medici specializzati, con i fisioterapisti e con l’osteopata, può essere considerato un vantaggio?

Nella riabilitazione, come in moltissime altre situazioni, la collaborazione tra figure professionali diverse è fondamentale per ottenere il risultato più utile al paziente. Sia per quella indispensabile collaborazione tra fisiatra e fisioterapista, sia nel caso di problematiche specialistiche complesse che richiedono l’integrazione di conoscenze specifiche e diversificate. Inoltre, uno degli obiettivi di noi fisiatri è di collaborare con i pediatri, in particolare per gli aspetti relativi alla crescita del bambino.
Anche una sinergia con i medici di medicina generale è importante per molte situazioni di disfunzione e di sofferenza che spesso si possono affrontare vantaggiosamente con un corretto approccio e una reciproca collaborazione.
In tutti questi aspetti, la situazione di Cremona Welfare sembra essere decisamente positiva.