In occasione della settimana per la Salute della donna, appena trascorsa, abbiamo fatto qualche domanda alla dott.ssa Emilia Rossi, psicologa e psicoterapeuta, specialista dell’area evolutiva, dell’infanzia e dell’adolescenza e di problematiche relative alla genitorialità.

Psicologia e Psichiatria
Dott.ssa Emilia Rossi

Dottoressa, si è appena conclusa la Settimana della salute della donna. Spesso si parla di salute delle donna intesa come salute fisica, ma c’è anche la salute mentale… quanto è importante?

Direi che è integrante. Cioè non c’è una priorità: salute fisica e salute mentale sono un tutt’uno, non si possono separare. Entrambe compongono la salute della persona.

Dal punto di vista psichico, che tipo di criticità hanno dovuto affrontare molte donne in epoca covid?

Credo che le donne in epoca covid abbiano avuto un carico sia in termini di dovere, sia in termini di necessità. Pensiamo alle mamme, chiamate, rispetto alla gestione dei figli, a mantenere alta la tensione costante verso la ‘normalità’, la speranza e la visione del futuro. Un vero e proprio dispendio di energie fisiche e psichiche. Credo che le donne abbiano avuto in generale un carico di fatica grande. Una fatica che si è fatta sentire ancora più forte nei contesti familiari difficili. Poi, un altro aspetto su cui la pandemia e le limitazioni hanno inciso è quello della cura di sé: la rinuncia a quei momenti dedicati a loro che alla lunga può essere un peso. 

Ci sono dei comportamenti virtuosi che si possono mettere in pratica per evitare crisi?

Sicuramente ritagliarsi dei momenti per se stesse è fondamentale. Poi, in caso di problematiche particolari, per le donne, e ce ne sono, che si sentono prosciugate dalla situazione che stiamo vivendo, che pensano di non farcela più, occorre farsi aiutare.

Anche rispetto all’esperienza al Centro di Neuropsichiatria Infantile, quali sono le difficoltà maggiori riscontrate nelle ‘future donne’, bambine e ragazze?

Le bambine e le adolescenti hanno dovuto rinunciare ai contatti e alle relazioni in presenza e questo sicuramente ha inciso e inciderà. D’altronde se non sperimentiamo l’altro ci manca qualcosa. Il distanziamento forzato, l’uso dei social attraverso cui la connessione con l’altro si verifica solo tramite uno schermo, senza il contatto, credo che lasceranno degli effetti che vedremo anche nel lungo termine. Possibili rimedi? L’altro che è significativo per noi, deve sentirsi nella mente costantemente.